Stavo per scrivere un articolo su come le aziende italiane non abbiano ancora interiorizzato alcuna cultura 2.0 ma sul sito di Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, ho trovato questo post molto interessante di Marco Massarotto.
Gianpaolo Colletti – Tv fai da Web
marzo 22, 2010Micro Web Tv – Roma 16 marzo 2010
TV fai-da-web. Piccole storie italiane di micro web tv con consigli pratici per realizzarne una , è il testo scritto da Gianpaolo Colletti sulle micro web tv italiane.
È una mappatura delle web tv locali italiane , è un’analisi socio-economica che delinea i modelli di business e gli intenti che hanno indotto le persone a usufruire di questo “nuovo” , canale di comunicazione su internet, ed in fine gli sviluppi che si stanno concretizzando oggi, dopo quasi 9 anni dalla nascita delle prime web tv in Italia.
Il testo è la concretizzazione di un progetto di analisi che vive da un paio di anni AltraTV.it , che si promuove anche attraverso un Concorso.
Il testo è stato presentato a Milano e a Roma ed io sono riuscita ad andare a quello di Roma l’altro giorno, martedì 16 marzo, alla Feltrinelli di P.zza Esedra .
All’incontro Gianpaolo ha invitato Irene Pivetti che, in quanto editore di una web tv , moderava il tavolo, Antonello Busetto di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Tommaso Tessarolo Manager di Current Italia e Pietro Cafuli di RaiNet.
Gli interventi sono stati tutti pertinenti e interessanti.
Tessarolo ha parlato dell’importanza di queste realtà ma anche della difficoltà contingente da parte di molte di raggiungere livelli professionali sia in termini di produzione sia in termini economici;
Pietro Cafuli ha sottolineato l’importanza di questi progetti per il territorio.
E a chiudere Gianpaolo Colletti ha riportato alcuni esempi di webtv, dando parola anche ai loro fondatori presenti tra il pubblico, alcuni anche in veste di cameraman dell’evento stesso.
Tra i casi citati:
“L’appartamento” web tv che nasce a Bologna nel 2001 con l’intento di fornire un servizio a tutti i condomini sulla situazione del traffico in tangenziale.
“Disco Volante” di Senigallia che denuncia i disservizi di percorribilità delle strade per i diversamente abili . Di loro Gianpaolo racconta che dopo essere riusciti a far mettere al Comune uno scivolo in un punto importante della città in cui mancava, hanno rinunciato a passare tutto il servizio video al programma tv le IENE, molto interessato alla vicenda. Per loro il risultato ottenuto era l’obiettivo principale.
La realtà delle webtv italiane non è facile da un punto di vista sociale, come sempre capita c’è una sproporzione tra le idee e i contenuti e l’economia che gira intorno a queste. Eppure sopravvivono tramite forme di scambio, tramite piccoli introiti che con grandi sacrifici , riescono a sviluppare le idee e i progetti, spesso più legali al sociale che stanno alla base.
Siamo un popolo di creativi , siamo pronti a tutto, peccato però che ancora uan volta l’infrastruttura pubblica non ci aiuti e siamo ancora al punto in cui non tutto il territorio è coperto da internet… ma possibile che non sia ancora evidente?
ROBERTO SIAGRI – L’intervista
marzo 10, 2010…e meno male che la comunicazione digitale semplifica la vita.
febbraio 11, 2010Forum della Comunicazione Digitale 2010 _ la comunicazione digitale semplifica la vita
Ci sono stata ieri, dalle 9.30 puntuale alle 18.00 e non è stato facile mantenere la concentrazione, meno male che c’erano i twitter ad alleggerire la pesantezza dei discorsi un po’ privi di sostanza.
Purtroppo la maggior parte delle aziende sul palco non ha giocato un bel ruolo in questo Forum ma al di là dei contenuti il parterre ha inscenato un quadretto meraviglioso; da una parte i twitter impietosi, a ragione, che a ritmo frenetico si componevano sugli schermi tramite un sistema di tag, dall’altra i relatori che, schiacciati dal bannerone “L’Italia che Innova” , presentavano con un occhio le slide e con l’altro monitoravano, timorosi, i feedback da twitter, e in mezzo il moderatore di turno ora con un ruolo da avvocato difensore ora con un ruolo da PM.
Purtroppo la sessione mattutina non ha prodotto molti spunti ma molte defezioni invece, tra cui quella della Moratti.
In contesti come questi è meglio che le aziende partner e sponsor siano esposte tramite gli stand, all’ingresso, dove le promozioni e le proprie esperienze sarebbero più adatte.
E’ stata interessante l’introduzione di Guliano Noci che fresco di presentazione al Campus della Bovisa sull’osservatorio della multicanalità, ha visione concreta e attuale.
Noci moderava il panel Guidare il passaggio alla vita digitale: quali strumenti per una società più semplice e o sviluppo dell’economia? e le sue considerazioni sono state le seguenti:
-oggi i social media vincono sul porno (…urca!).
-20.000.000 di persone vivono interazione come sistema
-modello spray and pray è superato, bisogna stare attenti alla focalizzazione precisa del messaggio sfruttando ad esempio i vivistiazials ( i momenti di passaggio di una giornata della vita dei consumatori), per favorire la logica della contestualizzazione e non dell’interruzione. In questo senso la comunicazione digitale e lo sviluppo tecnologico diventerebbero cultura
-italia non è così indietro , sono le imprese che sono recidive anche perché devono abbandonare l’idea del controllo
- Gli Happy digital Customers sono i co-creatori, quelli per cui e con cui bisogna stabilire le regole dell’ingaggio. Con loro si crea il palinsesto, il sistema di contenuti che dà informazione e aggiunge valore e che per questo deve essere pagata.
Ad ogni modo, io no so se fosse in sala Mauro Lupi ma lo voglio citare perché mi viene in mente un suo video che risponde bene a tutte queste riflessioni.
Le tecnologie ci sono, sappiamo cosa fare con la comunicazione, manca il come, cioè è una questione culturale!
Qui di seguito tutto il materiale video disponibile fino ad oggi sul Forum, a voi:
Paolo Iabichino
Michele Ficara Manganelli
Multicanalità Orgoglio o Pregiudizio ? Osservatorio Multicanalità 2009
febbraio 8, 2010Giovedì 4 febbraio presso il Campus della Bovisa a Milano, si è tenuto il convegno “Multicanalità Orgoglio o pregiudizio?” dell‘Osservatorio permanente sulla Multicanalità ideato e condotto da Nielsen, Nielsen Online , Connexia, e la School of Management del Politecnico di Milano .
L’Osservatorio, dopo aver risposto positivamente nel 2007 alla domanda “La multicanalità paga allo scaffale?”, e nel 2008 alla domanda: “Aziende e consumatori: la multicanalità lascia o raddoppia ?” , nel suo terzo anno di attività si domanda: “Multicanalità Orgoglio o Pregiudizio?
Cristina Papini Sales and Project Manager di Nielsen Online apre gli interventi e si chiede se Internet, il Mobile e i Social media possono essere ancora definiti ” nuovi mezzi” nel contesto aziendale e risponde che il progresso tecnologico che rende disponibile piattaforme distributive dei contenuti, generando una contaminazione tra i mezzi, consente utilizzi diversi dei contenuti tradizionali e, al tempo stesso, crea la necessità di ridefinire le modalità di distribuzione e di contatto con i consumatori. In misura sempre maggiore emerge la centralità degli utenti e degli UGC, per cui gli users diventano i veri media.
Di seguito Cetti Galante, Commercial Director di Nielsen , che nella sua presentazione Il consumatore italiano e la multicanalità: scene da un matrimonio? , analizza attraverso 5 cluster ( esclusi- indifferenti – tradizionali coinvolti – open minded – reloaded) il comportamento dei consumatori italiani rispetto ai newmedia, ai media tradizionali e alla multicanalità nel processo di acquisto e di decisione. l’analisi è particolarmente affascinante sui due cluster di clienti più multicanali che sono gli Open Minded e i Reloaded. I primi hanno un profilo valoriale più individualista mentre i secondi sono coinvolti nei processi di relazione con le imprese anche in logiche cocreative lungo tutto il processo di creazione del valore ( sviluppo nuovi prodotti, marketing e comunicazione). [cfr rapporto 2009 Osservatorio Multicanalità 2009 pag 3].Più in dettaglio internet risulta essere percepito come il mezzo migliore per approfondire argomenti di proprio interesse sia per gli uni sia per gli altri, invece i segmenti più tradizionali si affidano alla TV per le comunicazioni pubblicitarie compresi gli Opened Minded, anche se in questo caso il gap tra internet e TV è molto ridotto. I Reloaded scelgono la TV solo come svago.
Giuliano Noci, Ordinario di Marketing del Politecnico di Milano affronta il tema sulle modalità con cui le imprese trattano la multicanalità cioè se in modo consapevole oppure indotto , sintetizzando alla fine che la multicanalità non rappresenta ancora il presente per la maggior parte delle imprese. Questo avviene perché esiste un vero e proprio iato per cui da una parte non si metabolizza la dimensione creativa e di interazione mentre dall’altra si sfrutta la multicanalità.
In ultimo ma non per ultimo, è la volta di Giovanni Pola, Direttore Generale di Connexia che si domanda che cosa si può fare già domani per implementare la multicanalità nelle campagne . Pola conclude la sessione dei singoli contributi affermando : ” facciamolo social! Sperimentare è d’obbligo se gli esiti non sono certi.
Le relazioni dei relatori appena menzionati erano colme di spunti ed inoltre la mattina ha proseguito con una tavola rotonda a cui purtroppo non ho potuto partecipare.
Per chi si fosse perso qualche parte come me, trova qui la videoregistrazione di tutta la mattinata.



