…e meno male che la comunicazione digitale semplifica la vita.

Forum della Comunicazione Digitale  2010 _ la comunicazione digitale semplifica la vita
Ci sono stata ieri, dalle 9.30 puntuale alle 18.00 e non è stato facile mantenere la concentrazione, meno male che c’erano i twitter ad alleggerire la pesantezza dei discorsi un po’ privi di sostanza.
Purtroppo la maggior parte delle aziende sul palco non ha giocato un bel ruolo in questo Forum ma al di là dei contenuti il parterre ha inscenato un quadretto meraviglioso;  da una parte i twitter impietosi, a ragione, che a ritmo frenetico si componevano sugli schermi tramite un sistema di tag, dall’altra i relatori che, schiacciati  dal bannerone “L’Italia che Innova” , presentavano con un occhio  le slide  e con l’altro monitoravano, timorosi,  i feedback da twitter, e in mezzo il moderatore di turno ora con un ruolo da avvocato difensore ora  con un ruolo da PM.
Purtroppo la sessione mattutina non ha prodotto molti spunti ma molte defezioni invece, tra cui quella della Moratti.
In contesti come questi è meglio che le aziende partner e sponsor siano esposte tramite gli stand, all’ingresso,  dove le promozioni e le proprie esperienze sarebbero più adatte.
E’ stata interessante l’introduzione di Guliano Noci che fresco di presentazione al Campus della Bovisa  sull’osservatorio della multicanalità, ha visione concreta e attuale.
Noci  moderava il panel Guidare il passaggio alla vita digitale: quali strumenti per una società più semplice e o sviluppo dell’economia? e le sue considerazioni sono state le seguenti:
-oggi i social media vincono sul porno (…urca!).
-20.000.000 di persone vivono interazione come sistema
-modello spray and  pray è superato, bisogna stare attenti alla focalizzazione precisa del messaggio sfruttando ad esempio i vivistiazials ( i  momenti di passaggio di una giornata della vita dei consumatori), per favorire la logica della contestualizzazione e non dell’interruzione.  In questo senso la comunicazione digitale e lo sviluppo tecnologico diventerebbero cultura
-italia non è così indietro , sono le imprese che sono recidive anche perché devono abbandonare l’idea del controllo
- Gli Happy digital Customers sono i co-creatori, quelli per cui e con cui bisogna stabilire le regole dell’ingaggio. Con loro si crea il palinsesto, il sistema di contenuti che dà  informazione e aggiunge valore e che per questo deve essere pagata.

Ad ogni modo, io no so se fosse in  sala  Mauro Lupi ma lo voglio citare perché mi viene in mente un suo video che risponde bene a tutte queste riflessioni.

Le tecnologie ci sono, sappiamo cosa fare con la comunicazione, manca il come, cioè è una questione culturale!

Qui di seguito tutto il materiale video disponibile fino ad oggi sul Forum, a voi:

Paolo Iabichino
Michele Ficara Manganelli

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