Micro Web Tv – Roma 16 marzo 2010
TV fai-da-web. Piccole storie italiane di micro web tv con consigli pratici per realizzarne una , è il testo scritto da Gianpaolo Colletti sulle micro web tv italiane.
È una mappatura delle web tv locali italiane , è un’analisi socio-economica che delinea i modelli di business e gli intenti che hanno indotto le persone a usufruire di questo “nuovo” , canale di comunicazione su internet, ed in fine gli sviluppi che si stanno concretizzando oggi, dopo quasi 9 anni dalla nascita delle prime web tv in Italia.
Il testo è la concretizzazione di un progetto di analisi che vive da un paio di anni AltraTV.it , che si promuove anche attraverso un Concorso.
Il testo è stato presentato a Milano e a Roma ed io sono riuscita ad andare a quello di Roma l’altro giorno, martedì 16 marzo, alla Feltrinelli di P.zza Esedra .
All’incontro Gianpaolo ha invitato Irene Pivetti che, in quanto editore di una web tv , moderava il tavolo, Antonello Busetto di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Tommaso Tessarolo Manager di Current Italia e Pietro Cafuli di RaiNet.
Gli interventi sono stati tutti pertinenti e interessanti.
Tessarolo ha parlato dell’importanza di queste realtà ma anche della difficoltà contingente da parte di molte di raggiungere livelli professionali sia in termini di produzione sia in termini economici;
Pietro Cafuli ha sottolineato l’importanza di questi progetti per il territorio.
E a chiudere Gianpaolo Colletti ha riportato alcuni esempi di webtv, dando parola anche ai loro fondatori presenti tra il pubblico, alcuni anche in veste di cameraman dell’evento stesso.
Tra i casi citati:
“L’appartamento” web tv che nasce a Bologna nel 2001 con l’intento di fornire un servizio a tutti i condomini sulla situazione del traffico in tangenziale.
“Disco Volante” di Senigallia che denuncia i disservizi di percorribilità delle strade per i diversamente abili . Di loro Gianpaolo racconta che dopo essere riusciti a far mettere al Comune uno scivolo in un punto importante della città in cui mancava, hanno rinunciato a passare tutto il servizio video al programma tv le IENE, molto interessato alla vicenda. Per loro il risultato ottenuto era l’obiettivo principale.
La realtà delle webtv italiane non è facile da un punto di vista sociale, come sempre capita c’è una sproporzione tra le idee e i contenuti e l’economia che gira intorno a queste. Eppure sopravvivono tramite forme di scambio, tramite piccoli introiti che con grandi sacrifici , riescono a sviluppare le idee e i progetti, spesso più legali al sociale che stanno alla base.
Siamo un popolo di creativi , siamo pronti a tutto, peccato però che ancora uan volta l’infrastruttura pubblica non ci aiuti e siamo ancora al punto in cui non tutto il territorio è coperto da internet… ma possibile che non sia ancora evidente?
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